giovedì 8 maggio 2008

C'é posto anche per la cutura

La valenza socio-economica di una Nazione, di una regione, di una provincia o di una città, non può non passare attraverso l’affermazione, la conoscenza e l’approfondimento dei suoi peculiari caratteri culturali. Se infatti esistono delle differenze tra realtà urbane come Milano o Roma, come Bolzano o Caltanissetta, o come Montefiore e Foligno, oltre che dal punto di vista morfologico, le diversità sono di natura storica, sociologica ed economica, cose che entrano a far parte dell’identità culturale di una popolazione intera. Non resta però che constatare come la progressiva e, a tratti, irreversibile, perdita del patrimonio intellettuale ed educativo appartenuto ai nostri avi, e all’affermazione incontrollata, spesso anche con toni di arrogante superiorità, di nuove tipologie di pensiero, stia gradualmente conducendo verso la perdita della conoscenza della nostra storia, delle nostre tradizioni, della nostra intera cultura; tralasciando le declinazioni a livello nazionale ed europeo di questa sconfitta della nostra civiltà, mi soffermerò sull’analisi delle problematiche relative principalmente al comune di Bellaria-Igea Marina, approfondibili secondo due linee guida, una prima legata all’istruzione e all’educazione culturale dei suoi cittadini, una seconda inerente alla creazione di strutture volte alla conoscenza e alla valorizzazione della cultura della città.
Il primo punto rappresentava fino a poco tempo fa, solamente una speranza per la città, ora la speranza sta diventando realtà. Sembra infatti ormai all’orizzonte la creazione di un istituto scolastico di formazione superiore, così da rispondere alle richieste della cittadinanza, di avere sul proprio territorio la possibilità di affrontare degli studi nella propria città, evitando quella fuga di massa che, una volta terminata l’istruzione media inferiore, era obbligata per proseguire gli studi. Si tratta di una passo dovuto verso la valorizzazione della municipalità e delle sue esigenze economiche volte prettamente all’attività turistica. Considerazioni sono da fare anche in relazione alla biblioteca, luogo ormai più adatto alla consegna di premi per i suoi dipendenti, piuttosto che all’ampliamento della sua disponibilità di testi da proporre, prediligendo l’aumento delle paghe di alcuni dipendenti comunali, molto vicini al caro sindaco Scenna, piuttosto che l’acquisto di nuovi libri di cui ci sarebbe un bisogno mai domo per la crescita intellettuale e spirituale dei giovani.
Il secondo punto da considerare è quello della valorizzazione della propria storia e della propria cultura, sia per darne una conoscenza ai propri cittadini, sia nella prospettiva di implementare il valore turistico della città, potendo offrire un ventaglio maggiori di soluzioni di villeggiatura a tutti coloro che vogliano soggiornare a Bellaria-Igea Marina. Quelli che infatti oggi sono gli elementi di espressione culturale della città, quali la Casa Panzini e il Museo delle Conchiglie, sono di scarso interesse per i cittadini e sconosciuti ai turisti. Un caldo invito e quindi la promozione di queste due componenti e magari l’arricchimento del museo con l’introduzione di una sezione relativa magari all’evoluzione della tradizione della pesca nella città. Oltre a ciò è veramente una brutta immagine quella che si ha camminando lungo il litorale la dove si trovano le fatiscenti colonie del periodo fascista. Queste sono lasciate al più totale abbandono, senza una riqualificazione del loro valore architettonico, e della zona in cui si situano.
Analizzare ora le motivazioni è abbastanza semplice e sono di origine soprattutto politica, dovendo le amministrazioni di centro sinistra susseguitesi nei decenni dalla creazione delle colonie, evidenziare la caduta del regime fascista attraverso l’abbandono delle strutture che l’avevano in parte caratterizzato, ma commettendo un errore storico, culturale e di immagine di cui ancora per tanto tempo se ne pagheranno le conseguenze. Meglio una struttura che valorizzi lo scenario della città, o una che ne mina il valore estetico? La risposte è scontata, ma gli interessi politici sono maggiori di quelli per il bene comune, così, quelle colonie che avevano posto le basi dell’attuale turismo del paese, ora ne minano lo scenario per il grado di tutela a loro rivolto.
Solo alcuni problemi culturali che non possono più essere taciuti, ma di cui forse è meglio non parlare per mantenere l’immagine di Bellaria-Igea Marina come una “isola felice”.

a cura di Alessandro Pracucci

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