giovedì 8 maggio 2008

Cara ferrovia... dove ti metto?

Ormai da qualche tempo nella nostra realtà cittadina si avverte l’esigenza di arginare il problema ferrovia e infatti esiste già anche un comitato (“MANDIAMOLA A MONTE”) per spostare fuori dal centro il tratto ferroviario. Questa è solo una delle tante soluzioni che si potrebbero trovare per risolvere la situazione. Noi vogliamo provare a ridisegnare la nostra Bellaria, senza la presunzione di essere né ingegneri, né architetti. Vogliamo soltanto rendere il nostro sogno possibile, immaginare una città diversa per cambiare, per dare un volto nuovo ad una realtà decadente che vive ormai solo nel riflesso dei suoi anni d’oro. La ferrovia è un’opera necessaria per completare questo rinnovamento di cui ci siamo fatti promotori e per rinvigorire l’immagine di Bellaria. Per non allontanare troppo la stazione dagli alberghi (che si trovano in gran parte sul mare) non spostiamola proprio! Interriamola direttamente così si risolvono due problemi: la congestione del traffico, viabilità e la comodità, il malessere e l’inquinamento procurato dalle lunghe attese col motore acceso. Abbiamo diversi esempi di città che hanno ricorso a questo genere di soluzione con le varianti più originali. In questo modo riusciremo a unire le due parti del paese, solitamente suddiviso fra parte a mare e monte della ferrovia; finalmente riusciremmo a far sì che il viale abbracci il mare. Se invece si volesse lasciar perdere il sottosuolo si potrebbe costruire la ferrovia sopraelevata con un sistema di ponti che permettano di smistare lo stesso il traffico e di raggiungere il mare senza attesa interminabili.
L’interramento è la soluzione ottimale e certo non ci spaventa chi strumentalmente dice che avremmo problemi con le falde acquifere: nel 2008, in un paese che ha decine di cantine e cucine di hotel in prima linea sul mare interrate, non è neppure credibile sostenere certe posizioni.
Riconosciamo però l’impatto economico per un progetto del genere comporta, ma è uno sforzo che il paese compatto in tutte le sue componenti: politico, economico, sociali e civiche, può e deve quanto meno provare ad affrontare con il massimo impegno per proiettarsi con fiducia alle sfide turistiche, economiche e sociali che lo attendono.
Ovviamente la sopraelevazione della ferrovia, in continuità con quanto avviene dall’attraversamento del fiume Uso fino a via Adriatico è molto più economica e raggiungibile ma quando si parla si sopraelevare nell’immaginario collettivo si pensa subito ad un muro che squalifichi territorio.
Proprio qui si inserisce la sfida che noi giovani non abbiamo paura di affrontare: pensare e realizzare una sopraelevata che comporti invece elementi di qualità architettonica e valorizzazione del tessuto urbano. Pensiamo a elementi strutturali leggeri e tecnologici e arredi urbani, giardini attrezzati, parcheggi e percorsi pedonali/ciclabili collocati nello spazio lasciato libero dalla scomoda massicciata ferroviaria attuale. Inoltre dalla stazione ai confini con il comune di San Mauro non vi sono più di un paio di strutture alberghiere che si affacciano sull’asse ferroviario.
Noi giovani invitiamo chi ci amministra, le categorie economiche, le banche, i comitati civici, ecc. ad affrontare questo urgente tema con serietà e concretezza, privi da ogni pregiudizio o approccio demagogico, magari con un concorso di idee per avere poi elementi concreti per intraprendere la strada per una Bellaria Igea Marina nuova, migliore, come noi la sogniamo.

a cura di Genna e Filippo Giorgetti

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