Diffondere cultura, scienza e sapere, e promuovere il diritto di Bellaria-Igea Marina ad una propria identità. Questo è lo spirito con cui una trentina di “senior” bellariesi ha dato i natali, lo scorso mese di marzo, all’Accademia Panziniana.
“Siamo partiti con vesti molto umili”, afferma il dott. Alfonso Vasini, uno dei soci fondatori. “Ma pur consapevoli del “gap” che ci separa da altre realtà culturali, come l’Accademia Pascoliana o quella dei Filopatridi di Savignano”, spiega Vasini, “volevamo fortemente consegnare alla nostra città qualcosa di simile”.
Come suggerisce il nome, il cuore dell’attività dell’Accademia è rappresentato dalla valorizzazione dell’opera di Alfredo Panzini. “Abbiamo approfitta
to del fatto che Arnaldo Gobbi (attuale presidente dell’Accademia), il cui nonno lavorava alle dipendenze del grande scrittore, possiede molto materiale, ufficiale e ufficioso, relativo al Panzini; un nostro conterraneo a tutti gli effetti”, continua Vasini, “in nome del grande amore che nutriva verso Bellaria.” E proprio al Panzini è stata dedicata la prima iniziativa, denominata “Un romanzo sotto l’ombrellone”, con la quale sono state stampate tremila copie de La lanterna di Diogene. “Con un piccolo contributo da parte degli operatori del settore turistico (albergatori, bagnini, gestori di camping)”, spiega Vasini, “l’Accademia ha messo loro a disposizione un “kit” comprensivo di lettera di benvenuto, libro, calendario degli eventi cittadini e piantina, con cui omaggiare i villeggianti”.
Ne “La lanterna di Diogene” Panzini parla in modo affettuoso di Bellaria, ma se l’iniziativa è densa di significato ciò è dovuto soprattutto alla volontà di non creare qualcosa ad uso e consumo dei bellariesi, ma che ne promuova in qualche modo la specificità. Uno sguardo al passato ed uno al futuro. “L’obbiettivo”, continua Vasini, “è ampliare i nostri orizzonti, mantenendo tuttavia nella nostra
proposta culturale un alto standard in termini di qualità”.
Un impegno non semplice, se si pensa che l’Accademia ha, dal punto di vista economico e fiscale, lo status di associazione autofinanziata (50 euro l’iscrizione). Le prospettive, tuttavia, sono buone, visto che gli iniziali 35 soci sono ormai raddoppiati e, come precisa Vasini, “c’è l’impegno, da parte dell’attuale Amministrazione, di destinare all’Accademia una collocazione negli spazi attigui a Casa Panzini”.
Proprio nella nuova sede dell’Accademia dovrebbe quindi prendere vita la prossima iniziativa, che, come rivela Vasini, “potrebbe legarsi al fatto che nel 2009 ricorre il 70° anniversario della morte di Panzini, con la creazione di un convegno e magari l’istituzione di un premio letterario. “Ciò che ci preme”, precisa infine, “è coinvolgere i giovani. Noi fondatori siamo consapevoli di avere un orizzonte di vita limitato. Ci piacerebbe lasciare loro qualcosa in eredità, insieme all’onore e la responsabilità di portarlo avanti”, conclude poi Alfonso Vasini, con un filo di malinconia e la consapevolezza di chi ha fatto bene la propria parte.
“Siamo partiti con vesti molto umili”, afferma il dott. Alfonso Vasini, uno dei soci fondatori. “Ma pur consapevoli del “gap” che ci separa da altre realtà culturali, come l’Accademia Pascoliana o quella dei Filopatridi di Savignano”, spiega Vasini, “volevamo fortemente consegnare alla nostra città qualcosa di simile”.
Come suggerisce il nome, il cuore dell’attività dell’Accademia è rappresentato dalla valorizzazione dell’opera di Alfredo Panzini. “Abbiamo approfitta
to del fatto che Arnaldo Gobbi (attuale presidente dell’Accademia), il cui nonno lavorava alle dipendenze del grande scrittore, possiede molto materiale, ufficiale e ufficioso, relativo al Panzini; un nostro conterraneo a tutti gli effetti”, continua Vasini, “in nome del grande amore che nutriva verso Bellaria.” E proprio al Panzini è stata dedicata la prima iniziativa, denominata “Un romanzo sotto l’ombrellone”, con la quale sono state stampate tremila copie de La lanterna di Diogene. “Con un piccolo contributo da parte degli operatori del settore turistico (albergatori, bagnini, gestori di camping)”, spiega Vasini, “l’Accademia ha messo loro a disposizione un “kit” comprensivo di lettera di benvenuto, libro, calendario degli eventi cittadini e piantina, con cui omaggiare i villeggianti”.
Ne “La lanterna di Diogene” Panzini parla in modo affettuoso di Bellaria, ma se l’iniziativa è densa di significato ciò è dovuto soprattutto alla volontà di non creare qualcosa ad uso e consumo dei bellariesi, ma che ne promuova in qualche modo la specificità. Uno sguardo al passato ed uno al futuro. “L’obbiettivo”, continua Vasini, “è ampliare i nostri orizzonti, mantenendo tuttavia nella nostra
proposta culturale un alto standard in termini di qualità”.
Un impegno non semplice, se si pensa che l’Accademia ha, dal punto di vista economico e fiscale, lo status di associazione autofinanziata (50 euro l’iscrizione). Le prospettive, tuttavia, sono buone, visto che gli iniziali 35 soci sono ormai raddoppiati e, come precisa Vasini, “c’è l’impegno, da parte dell’attuale Amministrazione, di destinare all’Accademia una collocazione negli spazi attigui a Casa Panzini”.
Proprio nella nuova sede dell’Accademia dovrebbe quindi prendere vita la prossima iniziativa, che, come rivela Vasini, “potrebbe legarsi al fatto che nel 2009 ricorre il 70° anniversario della morte di Panzini, con la creazione di un convegno e magari l’istituzione di un premio letterario. “Ciò che ci preme”, precisa infine, “è coinvolgere i giovani. Noi fondatori siamo consapevoli di avere un orizzonte di vita limitato. Ci piacerebbe lasciare loro qualcosa in eredità, insieme all’onore e la responsabilità di portarlo avanti”, conclude poi Alfonso Vasini, con un filo di malinconia e la consapevolezza di chi ha fatto bene la propria parte.
a cura di Raffaele Rizzuti


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