La biblioteca rappresenta, per antonomasia, uno dei più importanti simboli della divulgazione culturale. Proprio per questo motivo in questo numero, dedicato all’importanza riservata alla cultura nel nostro Comune, ci siamo adoperati per capire per quale motivo la Biblioteca Panzini non ci appaia all’altezza di soddisfare le esigenze della cittadinanza. Nel corso degli anni, infatti, ho notato con grande disappunto che molti giovani bellariesi, tra cui anche il sottoscritto, preferiscono recarsi in altre biblioteche della zona sia per studiare che per fare ricerca. Si è dunque pensato di paragonare il nostro servizio bibliotecario con quello di un’altra realtà per dimensioni simile alla nostra: Savignano sul Rubicone. Proprio questa biblioteca, infatti, raccoglie molti dei nostri giovani che la ritengono molto più fornita e funzionale della nostra.
La prima cosa che salta all’occhio, comparando le 2 strutture, è il fatto che il perso
nale impiegato nella gestione del servizio sia, a Bellaria, di gran lunga inferiore in numero: ai 4 impiegati della “Panzini” (in realtà uno solo è di fatto dipendente part-time del comune, mentre 3 sono impiegati attraverso il servizio civile nazionale), la biblioteca di Palazzo Vendemini risponde con 7 dipendenti di cui 2 sono bibliotecari professionisti. Quest’ultimo dato non è da sottovalutare. La figura del bibliotecario, infatti, è molto più importante di quanto si possa credere e la sua formazione deve per forza di cose essere all’altezza della situazione. Non è infatti possibile, come è capitato più volte, recarsi in biblioteca e sentirsi rispondere che non si conoscono scrittori del calibro di Walt Whitman (oltre a non avere nessuna delle sue opere). Questo è solo un esempio, ma è capitato a più riprese.
Da qualche anno anche in Italia, infatti, sono attivi corsi di formazione universitaria finalizzati alla preparazione professionale dei bibliotecari. Proprio a tale proposito abbiamo sentito una nostra concittadina, Maria Teresa Della Chiesa, attualmente al terzo anno del corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali, Archivistica e Biblioteconomia all’Università di Urbino. Al momento Maria Teresa sta svolgendo un periodo di pratica presso la biblioteca Gambalunga di Rimini ed anche lei, come noi, crede che il servizio fornito dalla “Panzini” abbia poche cose da salvare. Il primo paragone che lei fa è certamente quello tra la realtà in cui sta lavorando e la nostra biblioteca, pur tenendo conto delle innumerevoli considerazioni che vanno fatte (la Gambalunga è pur sempre una biblioteca storica e, senza dubbio, la più importante di tutta la Provincia e riceve fondi economici anche da fonti extra-comunali). Maria Teresa ritiene che “mentre la Gambalunga è un vero e proprio luogo di cultura, dove si radunano centinaia di giovani per studiare e fare ricerca, Bellaria risulta essere più un centro di aggregazione di giovanissimi che sfruttano maggiormente il servizio internet gratuito fornito”.
Questo genera un eccessivo caos in alcune delle sale adibite ad aule studio nelle quali sono collocati 2 dei 4 computer messi a disposizione dell’utenza. Inoltre “la figura di un bibliotecario professionista – prosegue Maria Teresa – sarebbe di fondamentale importanza a Bellaria, pur vedendo che il personale volontario impiegato dimostra tanta buona volon
tà. Non vi è dubbio, però, che la motivazione non sia la stessa che potrebbe avere un bibliotecario di professione, né tanto meno la preparazione può essere la stessa. Non mi riferisco al livello culturale, perché quello non si acquisisce solo all’università, ma alla preparazione professionale che facoltà come la mia forniscono”. Maria Teresa, però, trova anche alcuni punti a favore della “Panzini”: “in primo luogo va segnalato che da qualche tempo a questa parte Bellaria ha una sezione dedicata al prestito di DVD (ad oggi 300 titoli n.d.r.) che non tutti hanno; spesso, infatti, le biblioteche non lasciano uscire dai propri stabili il materiale multimediale. Inoltre la biblioteca di Bellaria ha investito sulla rete di connessione wireless, che deve essere sicuramente considerata con grande interesse e, soprattutto, in ottica futura”.
Ma i punti a favore della biblioteca “Panzini” finiscono, ahimè, qui. Il paragone fatto con la biblioteca comunale di Savignano, infatti, risulta impietoso. Oltre alla già citata differenza nel personale impiegato, infatti, troviamo servizi meglio organizzati (l’area multimediale, ad esempio, ha una sala a sé molto ben fornita e non arreca nessun disturbo a coloro i quali si recano in biblioteca semplicemente per studiare) ed un numero di testi in giacenza di gran lunga superiore. Mentre a Bellaria troviamo circa 30.000 testi (inclusa la sezione dedicata ai più giovani) a Savignano troviamo oltre 50.000 testi (nella sola biblioteca per adulti) ai quali vanno aggiunti gli 8.000 testi della biblioteca per ragazzi (collocata in uno stabile adiacente) per un totale di quasi 60.000 volumi, praticamente il doppio di quelli disponibili nella nostra biblioteca. Ma la cosa più grave è che buttando un occhio alle statistiche disponibili sul sito internet della rete Bibliotecaria di Romagna, Bellaria è agli ultimi posti per il numero di giacenze, scavalcata anche da realtà molto più piccole come Coriano.
E’ fondamentale che, anche da questo punto di vista, si faccia qualcosa al più presto, iniziando magari col trovare uno stabile più adatto e spazioso dell’attuale. Anche in questa circostanza, purtroppo, Bellaria Igea Marina si dimostra non all’altezza fornendo un servizio insoddisfacente alla propria cittadinanza. La cosa che stupisce è che il comune è governato ininterrottamente dalle sinistre da oltre 50 anni, ovvero da coloro i quali sbandierano il fatto di essere i soli promotori della cultura in Italia. Nel suo piccolo, anche questo, dimostra che non è assolutamente così
La prima cosa che salta all’occhio, comparando le 2 strutture, è il fatto che il perso
nale impiegato nella gestione del servizio sia, a Bellaria, di gran lunga inferiore in numero: ai 4 impiegati della “Panzini” (in realtà uno solo è di fatto dipendente part-time del comune, mentre 3 sono impiegati attraverso il servizio civile nazionale), la biblioteca di Palazzo Vendemini risponde con 7 dipendenti di cui 2 sono bibliotecari professionisti. Quest’ultimo dato non è da sottovalutare. La figura del bibliotecario, infatti, è molto più importante di quanto si possa credere e la sua formazione deve per forza di cose essere all’altezza della situazione. Non è infatti possibile, come è capitato più volte, recarsi in biblioteca e sentirsi rispondere che non si conoscono scrittori del calibro di Walt Whitman (oltre a non avere nessuna delle sue opere). Questo è solo un esempio, ma è capitato a più riprese.
Da qualche anno anche in Italia, infatti, sono attivi corsi di formazione universitaria finalizzati alla preparazione professionale dei bibliotecari. Proprio a tale proposito abbiamo sentito una nostra concittadina, Maria Teresa Della Chiesa, attualmente al terzo anno del corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali, Archivistica e Biblioteconomia all’Università di Urbino. Al momento Maria Teresa sta svolgendo un periodo di pratica presso la biblioteca Gambalunga di Rimini ed anche lei, come noi, crede che il servizio fornito dalla “Panzini” abbia poche cose da salvare. Il primo paragone che lei fa è certamente quello tra la realtà in cui sta lavorando e la nostra biblioteca, pur tenendo conto delle innumerevoli considerazioni che vanno fatte (la Gambalunga è pur sempre una biblioteca storica e, senza dubbio, la più importante di tutta la Provincia e riceve fondi economici anche da fonti extra-comunali). Maria Teresa ritiene che “mentre la Gambalunga è un vero e proprio luogo di cultura, dove si radunano centinaia di giovani per studiare e fare ricerca, Bellaria risulta essere più un centro di aggregazione di giovanissimi che sfruttano maggiormente il servizio internet gratuito fornito”.
Questo genera un eccessivo caos in alcune delle sale adibite ad aule studio nelle quali sono collocati 2 dei 4 computer messi a disposizione dell’utenza. Inoltre “la figura di un bibliotecario professionista – prosegue Maria Teresa – sarebbe di fondamentale importanza a Bellaria, pur vedendo che il personale volontario impiegato dimostra tanta buona volon
tà. Non vi è dubbio, però, che la motivazione non sia la stessa che potrebbe avere un bibliotecario di professione, né tanto meno la preparazione può essere la stessa. Non mi riferisco al livello culturale, perché quello non si acquisisce solo all’università, ma alla preparazione professionale che facoltà come la mia forniscono”. Maria Teresa, però, trova anche alcuni punti a favore della “Panzini”: “in primo luogo va segnalato che da qualche tempo a questa parte Bellaria ha una sezione dedicata al prestito di DVD (ad oggi 300 titoli n.d.r.) che non tutti hanno; spesso, infatti, le biblioteche non lasciano uscire dai propri stabili il materiale multimediale. Inoltre la biblioteca di Bellaria ha investito sulla rete di connessione wireless, che deve essere sicuramente considerata con grande interesse e, soprattutto, in ottica futura”.
Ma i punti a favore della biblioteca “Panzini” finiscono, ahimè, qui. Il paragone fatto con la biblioteca comunale di Savignano, infatti, risulta impietoso. Oltre alla già citata differenza nel personale impiegato, infatti, troviamo servizi meglio organizzati (l’area multimediale, ad esempio, ha una sala a sé molto ben fornita e non arreca nessun disturbo a coloro i quali si recano in biblioteca semplicemente per studiare) ed un numero di testi in giacenza di gran lunga superiore. Mentre a Bellaria troviamo circa 30.000 testi (inclusa la sezione dedicata ai più giovani) a Savignano troviamo oltre 50.000 testi (nella sola biblioteca per adulti) ai quali vanno aggiunti gli 8.000 testi della biblioteca per ragazzi (collocata in uno stabile adiacente) per un totale di quasi 60.000 volumi, praticamente il doppio di quelli disponibili nella nostra biblioteca. Ma la cosa più grave è che buttando un occhio alle statistiche disponibili sul sito internet della rete Bibliotecaria di Romagna, Bellaria è agli ultimi posti per il numero di giacenze, scavalcata anche da realtà molto più piccole come Coriano.
E’ fondamentale che, anche da questo punto di vista, si faccia qualcosa al più presto, iniziando magari col trovare uno stabile più adatto e spazioso dell’attuale. Anche in questa circostanza, purtroppo, Bellaria Igea Marina si dimostra non all’altezza fornendo un servizio insoddisfacente alla propria cittadinanza. La cosa che stupisce è che il comune è governato ininterrottamente dalle sinistre da oltre 50 anni, ovvero da coloro i quali sbandierano il fatto di essere i soli promotori della cultura in Italia. Nel suo piccolo, anche questo, dimostra che non è assolutamente così
a cura di Gennaro Esposito


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